"Il futuro è nelle mani dei bambini"
"Che ogni bambino affamato sia nutrito, ogni bambino malato sia curato, ad ogni orfano, bambino di strada o ai margini della società sia data protezione e supporto"
"Che ogni bambino affamato sia nutrito, ogni bambino malato sia curato, ad ogni orfano, bambino di strada o ai margini della società sia data protezione e supporto"
Eglantyne Jebb, fondatrice di Save the Children, 1919
Queste le parole di Eglantyne Jebb, che nel 1919, colpita dalle terribili condizioni di vita dei minori in Europa dopo la prima guerra mondiale, fondò Save the Children.
Eglantyne Jebb fu in grado di anticipare il concetto, rivoluzionario per l'epoca, che anche i bambini fossero titolari di diritti, e cominciò un'opera audace nelle sue rivendicazioni nei confronti delle istituzioni e anticonformista nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica e nelle prime forme di raccolta fondi. Nel 1923 Eglantyne scrisse la prima Carta dei Diritti del Bambino , sancendo quelli che sono i diritti inviolabili di cui ogni bambino dovrebbe godere, che successivamente venne adottata dalla Società delle Nazioni, e che in seguitò ispirò l'attualeConvenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza del 20 novembre 1989, oggi ratificata da tutti i Paesi del mondo, ad eccezione degli Stati Uniti e Somalia.
Eglantyne Jebb fu in grado di anticipare il concetto, rivoluzionario per l'epoca, che anche i bambini fossero titolari di diritti, e cominciò un'opera audace nelle sue rivendicazioni nei confronti delle istituzioni e anticonformista nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica e nelle prime forme di raccolta fondi. Nel 1923 Eglantyne scrisse la prima Carta dei Diritti del Bambino , sancendo quelli che sono i diritti inviolabili di cui ogni bambino dovrebbe godere, che successivamente venne adottata dalla Società delle Nazioni, e che in seguitò ispirò l'attualeConvenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza del 20 novembre 1989, oggi ratificata da tutti i Paesi del mondo, ad eccezione degli Stati Uniti e Somalia.
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Nell'estate del 1919 Eglantyne Jebb scrisse a Papa Benedetto XV per avere il supporto della Chiesa contro la carestia. In risposta al suo appello, nel novembre dello stesso anno, il Papa scrisse l'Enciclica "Paterno Iam Diu" , chiedendo a tutte le chiese del mondo di raccogliere fondi per l'infanzia e l'anno successivo, nell'enciclica"Annus iam Planus est" tributò pubblica lode a Save the Children per il suo lavoro. Fu la prima volta nella storia che la Chiesa Cattolica supportò una causa promossa da un'organizzazione aconfessionale.
Nell'immediato dopoguerra, anni in cui l'organizzazione muove i primi passi, Save the Children protesta contro l'embargo del governo britannico verso Germania e Austria in cui bambini morivano di fame e stenti e, successivamente, si conquista la reputazione di un'organizzazione molto affidabile ed efficace nei soccorsi durante la carestia del 1921 in Russia , quando l'organizzazione fu in grado di sfamare 650.000 persone , con il costo di uno scellino alla settimana per persona. La storia di Save the Children passa poi dai progetti dicontrasto alla fame e scolarizzazione nelle aree più povere e rurali degli Stati Uniti negli anni della Grande Depressione , dagli interventi in Italia, Germania, Austria e Grecia , a favore dei bambini e delle popolazioni colpite dalla seconda guerra mondiale , compresi coloro che erano stati nei campi di concentramento. Prosegue poi attraverso la risposta all'emergenza dovuta alla guerra in Corea negli anni 50 , la campagna mondiale contro la Poliomielite nel 1979 , l'intervento per combattere la terribile crisi alimentare in Etiopia nel 1984 . In tempi più recenti, Save the Children continua a lavorare con i bambini colpiti dalla guerra in Iraq, Mozambico, Nicaragua, Colombia, Sri Lanka, Sierra Leone, Angola, Ruanda e Balcani, promuovendo campagne per i diritti dei bambini soldato, risponde all'emergenza nei paesi devastati dallo tsunami o nei campi profughi del Darfur , e lancia nel 2006 la campagna globale Riscriviamo il Futuro per garantire istruzione di qualità a 8 milioni di bambini in nazioni afflitte da guerre.
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